Gli indicatori di arrivi, presenze, provenienza dei visitatori e distribuzione territoriale dei flussi descrivono la dimensione del fenomeno turistico, ma non consentono di valutarne il contributo economico. Dal punto di vista dello sviluppo territoriale, infatti, non conta soltanto quanti turisti arrivano, ma anche quanto spendono durante il soggiorno. A parità di presenze, destinazioni diverse possono generare ricadute economiche profondamente differenti.
Per analizzare questa dimensione è possibile utilizzare l’indagine campionaria ISTAT Viaggi e vacanze, che rileva le caratteristiche della domanda turistica degli italiani: motivazioni del viaggio, durata del soggiorno, tipologia di alloggio, attività svolte e livelli di spesa. A differenza delle statistiche sulle strutture ricettive, questa fonte consente di osservare il comportamento economico dei turisti e di misurare il valore economico della domanda che ciascuna destinazione riesce ad attrarre.
Figura 1. Spesa media giornaliera del turista nelle principali destinazioni balneari italiane, in percentuale della media nazionale (media Italia = 100).

Nel triennio 2022-2024 la spesa media giornaliera dei turisti che scelgono la Calabria è pari ad appena il 67% della media nazionale. Tra le principali destinazioni balneari considerate nell’analisi nessun’altra regione presenta un valore così contenuto. Veneto (115%), Emilia-Romagna (113%), Puglia (104%), Campania (103%) e Sicilia (102%) si collocano tutte in prossimità o al di sopra della media italiana, mentre anche Liguria (91%) e Sardegna (93%) registrano livelli significativamente più elevati.
Il dato assume un significato ancora più rilevante se osservato nel tempo. Già nel periodo 2016-2019 la Calabria si attestava al 66% della media nazionale; nel triennio successivo il valore sale soltanto al 67%, evidenziando un sostanziale immobilismo. Nello stesso periodo altre destinazioni hanno invece rafforzato la propria capacità di generare valore economico. È il caso della Puglia, che passa dall’89% al 104% della media nazionale, collocandosi oggi tra le destinazioni balneari con la più elevata spesa giornaliera.
Questo risultato pone una questione centrale per la politica turistica regionale. Se ogni giornata di vacanza genera una spesa significativamente inferiore rispetto alle altre principali destinazioni balneari italiane, anche le ricadute economiche del turismo sul territorio tendono inevitabilmente a essere più contenute. Il numero di arrivi e di presenze rappresenta quindi solo una parte della valutazione della performance turistica: ciò che determina il contributo del settore allo sviluppo economico è anche il valore economico generato da ciascun turista.
Le ragioni di questo divario sono molteplici e non possono essere ricondotte a un solo fattore. La struttura dell’offerta turistica, la composizione della domanda, le modalità di soggiorno, il tipo di alloggio utilizzato, il peso del turismo di ritorno e, più in generale, il modello di specializzazione della destinazione concorrono, con intensità diverse, a determinare il valore economico prodotto dal turismo calabrese.












