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Il turismo calabrese vive soprattutto di prossimità

by Francesco Aiello e Michele Mercuri
30/06/2026
in Turismo
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Il turismo calabrese vive soprattutto di prossimità

In un precedente contributo abbiamo mostrato come il turismo calabrese si caratterizzi per una forte dipendenza dai mercati di prossimità. Ma conoscere il peso delle diverse regioni di provenienza è solo il primo passo. Per comprendere davvero la struttura della domanda turistica è necessario capire anche perché la geografia dei flussi assume questa configurazione.

Quando si parla di turismo, l’attenzione si concentra spesso sul numero complessivo di arrivi e presenze. Ma conoscere quanti turisti arrivano è solo una parte della storia. Per comprendere davvero la struttura di una destinazione turistica è altrettanto importante sapere da dove provengono. La geografia dei flussi racconta molto della competitività di una destinazione e della sua capacità di attrarre mercati diversi.

Nel caso della Calabria, i dati ISTAT del 2024 restituiscono un quadro molto chiaro. Limitando l’analisi ai turisti italiani, emerge un’elevata concentrazione dei flussi in pochi mercati di provenienza e una marcata caratterizzazione meridionale. La Campania rappresenta di gran lunga il principale bacino di provenienza, con oltre 2,3 milioni di presenze, pari al 36,2% del totale delle presenze italiane registrate in Calabria. Seguono il Lazio (11,8%), la stessa Calabria (9,9%), la Puglia (8,9%), la Lombardia (8,3%) e la Sicilia (7,1%).

Tabella 1. Provenienza regionale dei turisti italiani in Calabria (2024). Fonte: Dati ISTAT (2026)

Regione Presenze Quota %
CAMPANIA 2.368.607 36,23
LAZIO 771.467 11,80
CALABRIA 650.409 9,95
PUGLIA 583.928 8,93
LOMBARDIA 541.533 8,28
SICILIA 460.703 7,05
EMILIA-ROMAGNA 171.242 2,62
PIEMONTE 167.532 2,56
VENETO 159.234 2,44
TOSCANA 150.878 2,31
BASILICATA 130.972 2,00
ABRUZZO 71.044 1,09
UMBRIA 63.849 0,98
MARCHE 57.393 0,88
BOLZANO – BOZEN 42.023 0,64
Altro 146.434 2,24
Totale 6.537.248 100

La distribuzione dei flussi evidenzia un primo elemento di interesse. Quasi due presenze italiane su tre (65,8%) provengono da regioni del Mezzogiorno. Il turismo domestico calabrese si alimenta quindi prevalentemente attraverso un mercato geograficamente vicino, caratterizzato da spostamenti relativamente brevi e da una forte accessibilità via strada o treno.

La prossimità geografica rappresenta uno dei principali fattori che spiegano questa distribuzione. Nel turismo balneare la distanza continua infatti a influenzare in modo significativo la scelta della destinazione, soprattutto quando gli spostamenti possono essere effettuati facilmente in automobile o in treno.  Raggiungere la Calabria dalla Campania o dalla Puglia richiede tempi e costi di viaggio contenuti rispetto ai grandi mercati del Nord Italia, rendendo più semplice programmare soggiorni estivi, anche ripetuti nel corso degli anni.

La permanenza media conferma questa interpretazione. I turisti provenienti dalla Campania soggiornano mediamente 6,54 notti, il valore più elevato tra i principali mercati di provenienza, segnale di una vacanza balneare pienamente consolidata. Diverso è il caso del turismo interno alla regione: i residenti calabresi generano quasi il 10% delle presenze complessive, ma con una permanenza media di appena 2,61 notti, coerente con soggiorni brevi e spostamenti di prossimità.

Anche i mercati più lontani presentano caratteristiche interessanti. La Lombardia rappresenta soltanto l’8,3% delle presenze italiane, ma i suoi visitatori si fermano mediamente 5,24 notti, una durata non molto distante da quella dei turisti campani. Questo suggerisce che, quando i visitatori provenienti dal Nord scelgono la Calabria, tendono a programmare vere e proprie vacanze, non semplici soggiorni brevi.

L’elevata dipendenza dai mercati vicini non deve essere interpretata necessariamente come un elemento negativo. In tutte le destinazioni turistiche la prossimità geografica rappresenta un vantaggio competitivo importante, soprattutto nel turismo balneare. Disporre di un ampio bacino di domanda facilmente raggiungibile costituisce una risorsa preziosa e contribuisce a garantire una base relativamente stabile di flussi turistici.

Proprio perché rappresenta un punto di forza, il turismo di prossimità non dovrebbe però trasformarsi nell’unico pilastro della domanda turistica regionale. Quando oltre un terzo delle presenze dipende da un solo mercato e quasi due terzi provengono dalle regioni del Mezzogiorno, emerge infatti anche un elemento di fragilità: la domanda risulta poco diversificata dal punto di vista geografico. La Calabria appare oggi molto competitiva nei confronti dei mercati più vicini, mentre continua ad avere un peso relativamente contenuto nei grandi bacini turistici del Centro e, soprattutto, del Nord Italia.

È proprio da questa considerazione che prende avvio il prossimo approfondimento. Se la Calabria ha consolidato il mercato di prossimità, perché fatica ancora ad attrarre una quota più ampia dei grandi mercati nazionali? Per rispondere a questa domanda occorre analizzare non solo la provenienza dei turisti, ma anche il diverso potenziale dei mercati di origine e la capacità della regione di intercettarlo.


 

Francesco Aiello

Francesco Aiello

Francesco Aiello è Professore Ordinario di Politica Economica e Direttore del Dipartimento di Economia, Statistica e Finanza "Giovanni Anania" dell’Università della Calabria. È membro del Senato Accademico dell’Università della Calabria e componente della Commissione per la Ricerca, Università e Valutazione (CURV) della Società Italiana di Economia. È stato componente della Commissione Nazionale per l’Abilitazione Scientifica Nazionale (ASN), Settore Concorsuale 13/A2 – Politica Economica, nel triennio 2021-2023. Attualmente insegna "Politica Economica" al corso di Laurea in Economia ed "Economia Internazionale" al corso di Laurea Magistrale in Economia e Commercio. La sua attività di ricerca è centrata sui temi della Ricerca e dell’Innovazione, Twin Transition, dei divari di sviluppo in Italia e in Europa, sull’analisi micro-econometrica dell’efficienza e della produttività e sulla valutazione dell’impatto delle politiche pubbliche. È responsabile scientifico di progetti di ricerca nazionali ed europei. È autore di numerosi saggi scientifici pubblicati su riviste nazionali e internazionali. Accanto all’attività prettamente accademica, si interessa di economia locale e di attività di divulgazione economica. Nell’estate del 2015 ha fondato OpenCalabria.com, uno spazio dedicato ai temi di economia e politica dello sviluppo del Mezzogiorno e della Calabria.

Michele Mercuri

Michele Mercuri

Michele Mercuri è laureato in Economia e svolge attività di dottore commercialista, revisore contabile e di docente. Ha conseguito il titolo di dottore di ricerca in Scienze ed Ingegneria dell'Ambiente, delle Costruzioni e dell’Energia presso l'Università della Calabria. Dal 2015 insegna Matematica Applicata negli istituti tecnici superiori. Nel 2023-24 ha lavorato in FinCalabra come Revisore Contabile. Attualmente collabora come Revisione Contabile con il Ministero dell'Università e della Ricerca. Ricerca.

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