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La matrice identitaria dei comuni all’interno dei programmi d’area

by Vincenzo Falcone
16/04/2018
in Ambiente e Territorio, Comuni ed Enti Locali, Istituzioni
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Che sono sono i programmi d’area. Si tratta di una modalità di programmazione negoziata che si svolge tra gli Enti locali, l’Istituto regionale e gli altri soggetti pubblici o a partecipazione pubblica, con la condivisione delle parti sociali e dei soggetti privati interessati, tesa a realizzare le condizioni per lo sviluppo locale sostenibile. Il ricorso a questo strumento rende più flessibile l’uso delle risorse e coordinandone la tempistica, si pone come finalità il superamento della frammentazione dell’intervento pubblico, talvolta non coordinato e, quindi, poco incisivo, non tanto per la mancanza di una precisa volontà politica ed istituzionale, quanto per la diversa articolazione delle singole procedure dei settori e dei soggetti interessati.  Il programma d’area non deve essere considerato uno strumento da attivare in condizioni di emergenza per far fronte a situazioni di crisi, ma un modo per sviluppare ed istituzionalizzare l’iniziativa concertata fra soggetti pubblici e privati. Deve essere inteso come uno strumento di pianificazione diretto al coordinamento e al raccordo tra tutti gli attori interessati che, tra l’altro: individua i bisogni della popolazione, sia a livello sociale che a livello economico, territoriale ambientale e culturale; ricerca ed individua gli strumenti più adeguati, sia in termini di risorse finanziarie disponibili che di altra natura;  definisce i principi per l’uso e la tutela delle risorse del territorio, come condizioni di ogni ammissibile scelta di trasformazione, fisica o funzionale, del territorio medesimo; contiene criteri e indirizzi progettuali volti a valorizzare, prioritariamente, il patrimonio territoriale e ambientale secondo un’ottica di complementarità e integrazione; promuove azioni per la valorizzazione delle qualità ambientali, paesaggistiche e urbane presenti nel territorio regionale e per il recupero delle situazioni di degrado; definisce regole per il governo del territorio e degli insediamenti con specifica considerazione dei valori paesistici; guida, con prescrizioni e indirizzi, gli atti di pianificazione e di programmazione che attengono il governo del territorio, al raggiungimento di obiettivi generali e individua i criteri per gli interventi di competenza regionale.

Strategie e metodo di lavoro: la matrice identitaria. Per potere avere risultati soddisfacenti, nella logica di programmazione d’area, occorre preliminarmente, avere piena conoscenza dei contesti di riferimento, attraverso la costruzione di una Matrice Identitaria del comune interessato che contenga tutte le informazioni necessarie per individuare i punti di forza e le debolezze del territorio. Inoltre, occorre adottare la strategia del “doppio binario”, attraverso il quale sia possibile soddisfare i bisogni immediati ordinari e straordinari che caratterizzano l’area interessata e individuare il percorso di crescita strutturale, di medio e di lungo periodo necessario per rendere più “indipendente” lo sviluppo dell’area. Unitamente alla Matrice Identitaria del comune, quale strumento di conoscenza della realtà locale, occorre individuare i contesti programmatici settoriali, in vigore, presso l’Istituto regionale ed il Governo nazionale, le risorse finanziarie disponibili e/o acquisibili e gli strumenti attraverso i quali è possibile raggiungere gli obiettivi prefissati.

La federazione volontaria tra comuni.  Visto il fallimento di molti soggetti sub-regionali, anche territoriali, e le nuove possibili aggregazioni intercomunali, nel contesto della normativa nazionale e regionale di settore, la strategia per l’elaborazione dei programmi e dei progetti d’area dovrà essere improntata al principio della federazione volontaria tra comuni per garantire la massima flessibilità, da parte dell’Ente Locale interessato, a far parte di altre aggregazioni nella logica della complementarità delle fasi operative delle azioni e misure da realizzare (Accordi di Programma Quadro, Progetti Integrati Territoriali, Patti Territoriali,  Contratti d’Area, Contratti di Fiume, ecc.).

Fasi operative: la scheda base della Matrice Identitaria. Per potere avere una visione completa della realtà del Comune che intende partecipare al processo di programmazione d’area, occorre elaborare una “scheda” della Matrice Identitaria che contenga,  gli elementi e i dati conoscitivi di base del Comune, la realtà progettuale in corso con indicazione della fonte di finanziamento ed eventuale specificazione delle peculiarità intercomunali di alcuni interventi, eventuali nuovi progetti, sia confinati nella delimitazione amministrativa del Comune, sia riguardanti interventi di natura intercomunale. I principali indicatori che caratterizzano la Matrice Identitaria di ciascun comune possono essere i seguenti: la geografia, il territorio, con specificazione delle reti materiali e delle infrastrutture digitali, a popolazione (stato e movimento della popolazione), l’economia (agricoltura, industria, servizi, ricchezza assoluta, ricchezza individuale), sanità e assistenza, istruzione, giustizia, funzionalità della pubblica amministrazione, la finanza locale, deposito e impieghi finanziari, la forza lavoro, il sistema agroalimentare, industria, le esportazioni, il turismo e i beni culturali).

La scheda programmatico-finanziaria intercomunale. A corredo della Matrice Identitaria comunale, dovrà essere elaborata, anche in collaborazione con altri gli Enti locali interessati, una “scheda” programmatico-finanziaria, al fine di potere identificare tutti i possibili interventi intercomunali necessari per lo sviluppo d’area e le relative fonti di finanziamento (ordinarie, straordinarie e comunitarie), ai diversi livelli istituzionali, inclusa la cooperazione interregionale trans-europea. In questa scheda dovranno essere indicati, anche, gli interventi di “ingegneria finanziaria” per il pieno utilizzo delle risorse finanziarie distribuite tra i diversi programmi in corso, sia a livello nazionale che regionale. A titolo esemplificativo, si riportano di seguito, i settori e comparti “senza frontiere” a base dei progetti d’area: Ciclo integrato delle acque; Difesa del suolo e forestazione produttiva; Difesa e monitoraggio ambientale e bonifica siti inquinati; Rete ecologica; Smaltimento rifiuti; Sistemi energetici di nuova generazione; Infrastrutture immateriali (sistemi di telecomunicazione ed amministrazione intelligente); Prevenzione e protezione civile; Sistemi integrati di sicurezza e cultura della legalità; Sviluppo delle attività produttive nei settori più sensibili per lo sviluppo dell’area di riferimento, a livello, economico, sociale, territoriale, ambientale e culturale.

Una strategia ben progettata e condivisa dalle autorità locali potrà costituire, quindi, la vera base di riferimento per lo sviluppo a medio e lungo termine dell’intero territorio regionale, a condizione che i progetti e gli investimenti siano selezionati alla luce di tale strategia ed essere del tutto coerenti con essa.

 

 

Vincenzo Falcone

Vincenzo Falcone

Si è laureato in Economia Politica alla Bocconi di Milano nel 1972. E' stato Dirigente alla "Programmazione e Affari Comunitari" della Regione Calabria, nonchè Direttore e Segretario Generale presso il Comitato delle Regioni Dell’Unione Europea- Bruxelles. E' stato docente presso l'Università Magna Grecia di Catanzaro (Politica Economica dell’Unione Europea). E' giornalista (Membro dell’Organizzazione Mondiale della stampa periodica – Bruxelles) ed autore di numerose monografie, tra cui "Le Ferriere di Mongiana" (2007, Rubbettino Editore) e "Calabria la velocità Immobile" (2015, Città del Sole)

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