I Comuni piccoli e medi svolgono ancora nella realtà calabrese una funzione insostituibile che è quella di assicurare servizi di prossimità. Il rischio, ad oggi, è quello dello spopolamento e dell’abbandono. La  scommessa per il futuro deve essere quella di andare oltre l’associazione nei servizi, che costituisce comunque un aspetto importante di efficientamento. Le aggregazioni devono avere una finalità più alta: essere parte attiva e garante di uno sviluppo smart, green e inclusivo, secondo quanto previsto dalla strategia Europa 2020 e dai principi dei territori “Intelligenti”. La prospettiva Smart può essere un fattore strategico di sostenibilità per i territori della Calabria. Dobbiamo ridare competitività ai nostri territori partendo da elementi di positività che pure permangono. Vi è nella nostra regione una concentrazione di centri di ricerca e di conoscenza universitaria, i cui benefici effetti non si sono ancora trasferiti, se non in parte, ai territori. Abbiamo 3 Parchi tecnologici, 6 distretti di alta tecnologia, 7 laboratori pubblico-privati, 7 Poli di Innovazione che debbono essere messi in rete e utilizzati pienamente per produrre innovazione e sviluppo dei territori. Manca, però, una strategia complessiva, un disegno unitario che consenta al pubblico ed al privato di realizzare partenariato produttivo e strategico. Alcuni comuni hanno intrapreso singolarmente politiche smart riguardanti l’energia, il digitale, la cittadinanza attiva, la mobilità sostenibile con risultati più che soddisfacenti, seppure fortemente limitati dal fatto che non interessano reti sovracomunali. Ci sono, perciò, le premesse per costruire Smart City che si estendano fino a diventare Smart Land. Naturalmente questi obiettivi sottendono azioni amministrative precise e in gran parte già codificate. Certamente vi sono questioni di governance ancora da definire. Se parliamo  di sviluppo sostenibile dobbiamo anche essere in grado di immaginarlo, di programmarlo, di pianificarlo in quei Territori in cui si applicano i principi smart della collaborazione in rete fra pubblica amministrazione, imprese e cittadini, con il supporto delle tecnologie digitali, green e inclusive. Le funzioni di pianificazione strutturale devono essere gestite a livello di aggregazione di Comuni, concentrando lo sviluppo delle attività produttive, evitando di impegnare aree industriali in ogni perimetro municipale.

Di cosa si tratta. Smart Land significa letteralmente territorio intelligente nel quale con una particolare attenzione alla coesione sociale, alla creatività, alla conoscenza, alla libertà di movimento, all’utilizzo sapiente delle risorse territoriali, all’accessibilità e con l’ausilio di politiche condivise e diffuse che si occupino fra le altre cose anche di natura, storia, architettura e di un adeguato piano urbanistico, si aumentano la competitività e la bellezza allo scopo di trasformare un territorio da ordinario ad attrattivo. Uno Smart Land è un luogo in cui le diverse identità territoriali riguardanti ambiente, artigianato, cultura, economia, architettura paesaggistica e produttività sono in grado di esprimersi al meglio perché valorizzate da un’offerta di tematiche, mappature e percorsi avanzati che promuovono e valorizzano sotto tutti i punti di vista il suo valore. Smart Land è un luogo dove la partecipazione attiva della cittadinanza è basilare per la realizzazione e la condivisione di progetti di sviluppo. Tali progetti partono dal basso e si allineano ad una nuova forma di interazione e integrazione tra risorse locali di qualunque genere (movimenti associazioni o portatori di interessi) e gli amministratori. In una Smart Land lo Sviluppo prende il via tramite l’edificazione di una rete creata dalle reti diffuse, in cui le comunità e i diversi portatori di interesse, possono svolgere un ruolo attivo con la realizzazione di processi, programmi e progetti nei quali il cardine è la condivisione del sapere, sapere che le imprese possono adottare per aumentare la propria abilità di creare occupazione a livello locale ed essere sempre più competitive. Lo sviluppo strutturato in questo modo, promuove tutto il territorio e lo rende un bene comune da valorizzare e preservare anche in termini di cultura e turismo. In uno Smart Land gli spostamenti sono facili e agevoli, il trasporto pubblico cresce nella qualità dei servizi, si utilizzano mezzi a basso impatto ambientale e vengono realizzati e facilitati i percorsi della mobilità alternativa al trasporto privato, vengono anche realizzati sistemi di traffic calming nei centri storici delle città, dei borghi e dei nuclei abitati, nei quali le nuove infrastrutture sono affiancate da infrastrutture in grado di promuovere una migliore accessibilità dei cittadini tra le aree limitrofe e le reti extraurbane. Il tema dell’economia di un territorio che è Smart Land si palesa soprattutto attraverso sistemi di interazione fra cittadini e imprese, questo dà vita ad un meccanismo di apprendimento continuo e di forte interazione tra sistema della formazione e dell’imprenditorialità, con particolare attenzione allo sviluppo della creatività, del sostegno alla formazione di start up, facilitando la creazione di laboratori di idee.

La grande attenzione all’aspetto del paesaggio non è solo una questione di estetica, ma coinvolge anche i processi che migliorano e valorizzano il territorio Smart Land: parliamo di gestione dei rifiuti, bonifica delle aree dismesse, riduzione degli inquinanti in atmosfera, riduzione del traffico privato e di riqualificazione sia urbana che territoriale prendendo esempio da modelli già esistenti in cui la vita di quei luoghi può definirsi di ottima qualità. Infine, possiamo definire Smart Land quel territorio in cui oltre a tutto quanto detto sopra, la cultura del luogo e i saperi tramandati, assumono un valore significativo e centrale nello sviluppo del territorio.

Una proposta per la Calabria. Una proposta per la Calabria è di organizzare i territori in aree di sviluppo che definiamo Smart Land. La smart specialisation strategy su cui si fonda la politica di sviluppo dell’Unione Europea nel periodo 2014-2020, pone al centro dello sviluppo urbano la smart city o città intelligente. In Calabria, non avendo grandi città con almeno 500.000 abitanti, è più utile ed opportuno utilizzare il termine di smart land, “territorio Intelligente” e, quindi, applicare ad un territorio più ampio (Land) le strategie della città intelligente. Gli ambiti prioritari di intervento nello smart land sono la cittadinanza, lo sviluppo, l’energia, l’economia, l’identità e i saperi. L’ipotesi organizzativa prevede l’ articolazione del territorio regionale in 12 aree Smart Land, che potrebbero essere le seguenti:

  1. Smart Land del Lametino
  2. Smart Land del Catanzarese
  3. Smart Land Soveratese
  4. Smart Land Tirreno Cosentino
  5. Smart Land Cosentino
  6. Smart Land Pollino
  7. Smart Land Jonio Cosentino
  8. Smart Land del Crotonese
  9. Tirreno Reggino
  10. Reggio Calabria
  11. Locride
  12. Smart Land Vibonese

La Calabria sarà così articolata in 12 Smart Land, invece di 405 comuni, 5 province e tante guerre di campanile. Ogni Smart Land sarà composto dai Comuni del territorio, dai soggetti pubblici (Università, Enti Pubblici, Camera di Commercio ecc.), da imprese private locali e nazionali, da associazioni, dai GAL e GAC, da Distretti Tecnologici, Poli di Innovazione e da quant’altro. Questo faciliterà lo sviluppo e garantirà la capacità  di utilizzazione di tutti i fondi a titolarità UE. Quasi una rivoluzione.

Emilio Mastroianni

Emilio Mastroianni

Emilio Mastroianni, laureato in Lingue. E’ stato Dirigente Regionale delle Acli e Direttore della Scuola Superiore di Servizio Sociale Enaip Calabria di Lamezia Terme. Già Dirigente della Regione Calabriasi è occupatodi Lavoro e Cooperazione, Cultura, Ricerca e Innovazione e Alta Formazione. Ha rappresentato la Regione Calabria in Tavoli Tecnici e Comitati presso il Ministero del Lavoroe Unione Europea.Nel Comitato Tecnico del Miursi è occupato di Distretti di Alta Tecnologia. E’ stato consulentedi Confagricoltura Calabria e componente il Comitato Scientifico della Fondazionedegli Architetti. Attualmente è Direttore Generale dell’Istituto di Formazione Superiore. Direttore Istituto di Cultura Politica " Sen G. Petronio"
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