Open Calabria
  • Home
  • Chi siamo
  • Argomenti
    • Innovazione e Ricerca
    • Comuni ed Enti Locali
    • Conti Economici Regionali
    • Lavoro e Occupazione
    • Società e Demografia
    • Istituzioni
    • Istruzione e Formazione
    • Settori produttivi
    • Internazionalizzazione
    • Finanza
  • Mezzogiorno
  • Rivista
  • Notizie
  • Contattaci
    • Sostienici
No Result
View All Result
Open Calabria
  • Home
  • Chi siamo
  • Argomenti
    • Innovazione e Ricerca
    • Comuni ed Enti Locali
    • Conti Economici Regionali
    • Lavoro e Occupazione
    • Società e Demografia
    • Istituzioni
    • Istruzione e Formazione
    • Settori produttivi
    • Internazionalizzazione
    • Finanza
  • Mezzogiorno
  • Rivista
  • Notizie
  • Contattaci
    • Sostienici
No Result
View All Result
Open Calabria
No Result
View All Result

Salari, la stretta via per il riequilibrio Nord-Sud

by Carmelo Petraglia, Vittorio Daniele e Francesco Aiello
20/06/2018
in Lavoro e Occupazione, Mezzogiorno
A A
Salari, investimenti e produttività nel Mezzogiorno

Gli ultimi dati sulle retribuzioni dei lavoratori dipendenti, diffusi nei giorni scorsi dall’Istat, mostrano una differenza media di oltre 8 mila euro tra Centro-Nord e Mezzogiorno. La forbice nelle retribuzioni si è allargata di ben 1.700 euro rispetto al 2009. Queste cifre, che confermano come le differenze tra Nord e Sud siano aumentate per effetto della grave crisi attraversata dal Paese, stimolano una riflessione sulle proposte per lo sviluppo del Mezzogiorno avanzate in questi anni. Una riflessione che crediamo utile nell’attuale fase, in cui si avvia il programma di un Governo che, pur avendo condiviso un contratto nel quale, si legge, non sono previste “specifiche misure con il marchio Mezzogiorno”, ha, tuttavia, una Sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega al Sud e una Ministra per il Sud.

Tra le proposte che, negli ultimi anni, più hanno fatto discutere c’è quella di differenziare i salari tra Nord e Sud per allinearli ai rispettivi livelli di produttività del lavoro. Il presupposto di tale proposta è che tra le due aree esistano ampie differenze nei prezzi e nella produttività, mentre le retribuzioni sarebbero uguali, perché fissate con la contrattazione nazionale. Come risultato, al Sud i salari risulterebbero “troppo alti” rispetto alla produttività e ciò causerebbe disoccupazione. I disoccupati meridionali tenderebbero, poi, a non emigrare al Nord, dove percepirebbero un salario analogo a quello del Sud, ma a fronte di un costo della vita assai più alto. L’implicazione politica è che, per rimuovere alla radice il divario Nord-Sud, sarebbe necessario abbandonare la contrattazione nazionale a favore di quella decentralizzata, per consentire ai salari di adeguarsi (al ribasso) ai livelli più contenuti di produttività del meridione.

I presupposti della proposta non appaiono, però, confermati dai dati. Nelle regioni meridionali, la produttività media del lavoro è sì inferiore rispetto al Nord, ma lo sono anche le retribuzioni. Alcuni esempi possono essere utili. Nel Mezzogiorno il valore aggiunto per dipendente nell’industria è del 27% più basso di quello del Nord-ovest, ma anche le retribuzioni sono proporzionalmente più basse. Anche nel settore dei servizi, il divario nella produttività tra le due aree è sostanzialmente in linea con quello nelle retribuzioni.  In altre parole, i salari medi al Sud sono inferiori che al Nord e sostanzialmente in linea con la produttività del lavoro e con i prezzi. Dunque, la proposta di abbandonare la contrattazione collettiva del lavoro, per favorire un riallineamento (al ribasso) dei salari nelle regioni meridionali non trova conferma nei dati sulle retribuzioni. E non la trova neanche in quelli sull’emigrazione. Tra il 2002 e il 2016, oltre 783mila meridionali sono emigrati: mezzo milione i giovani, oltre 200mila i laureati. Se la proposta di differenziare i salari ha così fragili basi, per quali motivi ha avuto così ampio risalto nel dibattito pubblico? Una risposta potrebbe essere che essa è in linea con quel percorso di riforme che, con l’obiettivo di sostenere occupazione e crescita, hanno progressivamente ridotto tutele e garanzie dei lavoratori. I risultati sociali ed economici di tale strategia riformatrice sono evidenti. Esistono fondate ragioni per pensare che la riduzione dei salari non accrescerebbe investimenti e occupazione, ma impoverirebbe ulteriormente il Mezzogiorno e il Paese.


Questo contributo è stato pubblicato su Il Mattino (Edizione del 19 Giugno 2018)


 

Sullo stesso argomento:

 

Ma i contratti collettivi di lavoro andrebbero aboliti? Un commento

 

Salari, investimenti e produttività nel Mezzogiorno

 

Carmelo Petraglia

Carmelo Petraglia

Carmelo Petraglia è professore associato di Economia Politica presso l’Università della Basilicata, dove insegna Economia Regionale e Macroeconomia. È autore di diversi articoli pubblicati su riviste nazionali ed internazionali e abilitato come professore ordinario in Politica Economica, Economia Politica ed Economia applicata. È membro del comitato editoriale della Rivista “Regional Economy” e del comitato di redazione della “Rivista economica del Mezzogiorno”. Dal 2020 è tra i coordinatori del Rapporto sull’economia e la società del Mezzogiorno della SVIMEZ, con la quale collabora da diversi anni sui temi dello sviluppo e delle politiche regionali. Ha ricoperto il ruolo di consigliere economico presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Ufficio di collaborazione diretta del Ministro per il Sud e la Coesione Territoriale.

Vittorio Daniele

Vittorio Daniele

Vittorio Daniele è stato Professore ordinario di Politica Economica presso l’Università Magna Graecia di Catanzaro. La sua attività di ricerca ha riguardato, principalmente, i divari regionali in Italia in prospettiva storica e l'economia dello sviluppo. Oltre a numerosi articoli ha pubblicato i volumi: La crescita delle nazioni. Fatti e teorie, Rubbettino, 2008; Il divario Nord-Sud in Italia 1861-2011 (con Paolo Malanima), Rubbettino, 2011; Il Paese diviso. Nord e Sud nella storia d'Italia, Rubbettino, 2019 (il volume ha ricevuto il Premio Sele d'Oro Mezzogiorno 2020).

Francesco Aiello

Francesco Aiello

Francesco Aiello è Professore Ordinario di Politica Economica e Direttore del Dipartimento di Economia, Statistica e Finanza "Giovanni Anania" dell’Università della Calabria. È membro del Senato Accademico dell’Università della Calabria e componente della Commissione per la Ricerca, Università e Valutazione (CURV) della Società Italiana di Economia. È stato componente della Commissione Nazionale per l’Abilitazione Scientifica Nazionale (ASN), Settore Concorsuale 13/A2 – Politica Economica, nel triennio 2021-2023. Attualmente insegna "Politica Economica" al corso di Laurea in Economia ed "Economia Internazionale" al corso di Laurea Magistrale in Economia e Commercio. La sua attività di ricerca è centrata sui temi della Ricerca e dell’Innovazione, Twin Transition, dei divari di sviluppo in Italia e in Europa, sull’analisi micro-econometrica dell’efficienza e della produttività e sulla valutazione dell’impatto delle politiche pubbliche. È responsabile scientifico di progetti di ricerca nazionali ed europei. È autore di numerosi saggi scientifici pubblicati su riviste nazionali e internazionali. Accanto all’attività prettamente accademica, si interessa di economia locale e di attività di divulgazione economica. Nell’estate del 2015 ha fondato OpenCalabria.com, uno spazio dedicato ai temi di economia e politica dello sviluppo del Mezzogiorno e della Calabria.

Related Posts

Il “Reddito di Merito” in Calabria: un’opportunità da orientare verso l’equità e la mobilità sociale

Il “Reddito di Merito” in Calabria: un’opportunità da orientare verso l’equità e la mobilità sociale

by Filippo Domma
21/06/2026

Il Reddito di Merito è una misura importante e nasce da un obiettivo condivisibile: sostenere gli studenti più bravi e...

La Calabria del 2025: tra crescita congiunturale e sviluppo strutturale

La Calabria del 2025: tra crescita congiunturale e sviluppo strutturale

by Francesco Aiello
20/06/2026

Il Rapporto della Banca d'Italia documenta una Calabria che nel 2025 cresce più della media nazionale. Ma gli andamenti positivi...

Mille euro ai giovani per restare in Calabria? Il futuro non si compra con un premio

Mille euro ai giovani per restare in Calabria? Il futuro non si compra con un premio

by Angelo Palmieri
23/04/2026

  C’è una politica che ama scambiare i sintomi per le cause. È quella che guarda la fuga dei giovani...

Politiche, divari e diritti: cosa resterà dopo il PNRR?

Politiche, divari e diritti: cosa resterà dopo il PNRR?

by Carmelo Petraglia
25/03/2026

Negli ultimi anni il PNRR ha riportato al centro dell’agenda di politica economica il tema dei divari territoriali e del...

Il PNRR dell’Italia. Metodi e strumenti per politiche economiche possibili

Il PNRR dell’Italia. Metodi e strumenti per politiche economiche possibili

by Francesco Aiello
23/02/2026

C’è un equivoco che ha accompagnato il PNRR fin dall’inizio: scambiarlo per una “pioggia di denaro” e, quindi, giudicarlo con...

Regional Economy

I più letti del mese

  • Il turismo calabrese vive soprattutto di prossimità

    Il turismo calabrese vive soprattutto di prossimità

    0 shares
    Share 0 Tweet 0
  • Il turismo internazionale resta il punto debole della Calabria

    0 shares
    Share 0 Tweet 0
  • La Calabria del 2025: tra crescita congiunturale e sviluppo strutturale

    0 shares
    Share 0 Tweet 0
  • Dietro i numeri degli stranieri. Chi sono davvero i turisti internazionali che arrivano in Calabria?

    0 shares
    Share 0 Tweet 0
  • Dinamiche dell’export calabrese: il ruolo dell’agroindustria in Calabria

    0 shares
    Share 0 Tweet 0

Gli ultimi articoli

Il turismo che la Calabria non riesce ancora ad attrarre

Il turismo che la Calabria non riesce ancora ad attrarre

09/07/2026
Il Mondiale dei giovani: demografia, diaspora e nuova geopolitica del calcio

Il Mondiale dei giovani: demografia, diaspora e nuova geopolitica del calcio

08/07/2026
Dinamiche dell’export calabrese: il ruolo dell’agroindustria in Calabria

Dinamiche dell’export calabrese: il ruolo dell’agroindustria in Calabria

08/07/2026
Il turismo calabrese vive soprattutto di prossimità

Il turismo calabrese vive soprattutto di prossimità

30/06/2026
Il “Reddito di Merito” in Calabria: un’opportunità da orientare verso l’equità e la mobilità sociale

Il “Reddito di Merito” in Calabria: un’opportunità da orientare verso l’equità e la mobilità sociale

21/06/2026

Seguici

  • 1.4k Followers
  • 378 Followers

Iscriviti alla Newsletter

Sostienici

OpenCalabria - Associazione di promozione sociale con finalità scientifiche e divulgative

No Result
View All Result
  • Home
  • Chi siamo
  • Argomenti
    • Innovazione e Ricerca
    • Comuni ed Enti Locali
    • Conti Economici Regionali
    • Lavoro e Occupazione
    • Società e Demografia
    • Istituzioni
    • Istruzione e Formazione
    • Settori produttivi
    • Internazionalizzazione
    • Finanza
  • Mezzogiorno
  • Rivista
  • Notizie
  • Contattaci
    • Sostienici

OpenCalabria - Associazione di promozione sociale con finalità scientifiche e divulgative