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La geografia dell’ISEE in Italia

by Francesco Aiello
02/05/2019
in Lavoro e Occupazione, Società e Demografia
A A
Salari, investimenti e produttività nel Mezzogiorno

In questa breve nota si analizza la distribuzione spaziale dell’ISEE osservato in Italia nel 2016. La geografia dell’ISEE utilizza le province come unita’ territoriale di riferimento e considera la suddivisione dei nuclei familiari per fascia economica. L’obiettivo e’ di verificare se esistono delle regolarità empiriche tra le diverse aree del paese al variare della situazione economica delle famiglie italiane che richiedono l’ISEE. Tra le province Calabresi, la provincia di Cosenza occupa la 10a posizione nella classifica nazionale delle famiglie povere (con ISEE nullo).

I dati nazionali. In Italia, nel 2016 i nuclei familiari con ISEE erano 4,5 milioni. Di questi, ben 2.55 milioni (il 56% del totale) hanno registrato un ISEE inferiore a 9mila euro. La classe ISEE a maggiore frequenza e’ quella compresa tra 3 e 6 mila euro: ricadono in questa fascia 756mila nuclei familiari, equivalenti al 17% del totale. I nuclei familiari con ISEE nullo sono 468mila: tra quelli che ne hanno fatto richiesta, un nucleo familiare su 10 ha un ISEE nullo. Considerando la dimensione media delle famiglie italiane, e’ come se in questa fascia di povertà estrema ricadessero circa 950 mila persone. All’estremo opposto, l’8,5% dei nuclei richiedenti ha un ISEE maggiore di 30000 euro (figura 1).

Figura 1

L’ISEE 2016 e il reddito di cittadinanza del governo Conte. Di particolare interesse e’ la distribuzione territoriale dei nuclei familiari con un valore dell’ISEE inferiore a 9000 Euro. I motivi sono due. Da un alto, e’ molto verosimile pensare che in questi casi l’ISEE sia un buon indicatore dei livelli di povertà che si osservano nelle diverse aree del paese. Dall’altro lato, la soglia ISEE 9000 euro e’ prossima al valore massimo (9360 euro) richiesto per accedere al reddito di cittadinanza introdotto nel 2019 dal Governo Conte.

Se le variazioni nel tempo delle condizioni economiche degli italiani sono marginali, i valori dell’ISEE 2016 possono essere utilizzati per capire la potenziale platea di beneficiari del reddito di cittadinanza nel 2019. In tale direzione, abbiamo gia’ evidenziato come le famiglie che nel 2016 avevano un ISEE inferiore a 9000 erano 2,55 milioni, equivalenti a piu’ di 5 milioni di persone. Se il reddito di cittadinanza fosse legato all’ISEE 2016, il numero dei potenziali beneficiari sarebbe piu’ elevato rispetto a quanto si sta effettivamente osservando in questi primi due mesi di attuazione della politica. Evidentemente, in Italia i tassi di povertà stanno diminuendo, così come sembra emergere dalle indicazioni dell’Eurostat sui primi dati del 2018 sulla povertà in Europa (vedi nota Ansa del 4 maggio 2019 ndr)

La disaggregazione geografica della povertà in Italia. La mappa in figura 2 rappresenta la distribuzione per provincia dei nuclei familiari che nel 2016 avevano un valore nullo dell’ISEE. Napoli e’ la provincia con il numero piu’ elevato di famiglie con ISEE nullo: rispetto al totale nazionale, il 10% dei poveri vive nella provincia di Napoli. Segue la provincia di Roma, in cui sono residenti l’8,8% degli italiani con ISEE nullo. Se si considera la distribuzione delle famiglie italiane povere, si ottiene un’elevata concentrazione in poche province: il 30% vive in sole cinque province (Napoli (10%), Roma (8,8%), Palermo (5,1%), torino (4,7) e Milano (4,4%). Se si considerano le successive 5 province (Catania (3,2%), Bari  (2,7%), Caserta (2,4%), Salerno (2,2% ) e Cosenza (1,7%), la quota cumulata di famiglie povere raggiunge il 46% del totale nazionale.  All’estremo opposto, a Belluno, Bolzano e Sondrio  nessuna delle famiglie richiedenti la certificazione economica ha un valore nullo dell’ISEE. Irrisoria (meno dello 0,2%) e’ la proporzione di extra-poveri che nel 2016 vive in provincia di Isernia, Fermo, Verbano-Cusio-Ossola, Trento, Pordenone, Lecco, Rovigo, Biella, Aosta, Gorizia. Ascoli Piceno e Teramo.

Figura 2

In Calabria le famiglie extra-povere sono 25200, corrispondenti al 5,38% di quelle nazionali. Oltre a Cosenza, la quota di poveri che si osserva nelle altre province calabresi e’ la seguente: Reggio Calabria (6400 nuclei familiari con ISEE nullo, equivalenti all’1,36% del dato nazionale), Catanzaro (4900; 1,o4%), Crotone (4300;  0,9%) e Vibo Valentia (1300; 0,27%).

La figura 3 si riferisce alla distribuzione delle famiglie con ISEE compreso tra zero e 3000 euro (panel a), tra 3 e 6000 euro (panel b), tra 6 e 9 mila euro (panel c) e con ISEE fino a 9000 euro (panel d). La ripartizione per provincia delle famiglie e’ molto simile tra le diverse fasce di ISEE. Questa distribuzione della poverta’ (misura dai bassi valori dell’ISEE) e’ sintetizzata nella figura 3d, da cui si ha conferma della concentrazione per provincia dei nuclei familiari poveri: tra i 2,55 milioni di famiglie con un valore dell’ISEE massimo di 9mila euro, ben il 40% vive in 10 province, le quali sono quelle in cui vive la stragrande maggioranza della popolazione italiana povera (quella con ISEE nullo, fig. 2). All’estremo opposto, nel 2016 il 5% delle famiglie italiane povere – con ISEE < 9000euro –  vive in 23 proviene (La Spezia, Prato, Asti, Massa-Carrara, Terni, Medio Campidano, Imperia, Lecco, Rovigo, Lodi, Ascoli Piceno, Aosta, Gorizia, Biella, Bolzano, Rieti, Vercelli, Fermo, Ogliastra, Belluno, Isernia, Sondrio, Verbano-Cusio-Ossola).

Figura 3

 


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Francesco Aiello

Francesco Aiello

Francesco Aiello è Professore Ordinario di Politica Economica e Direttore del Dipartimento di Economia, Statistica e Finanza "Giovanni Anania" dell’Università della Calabria. È membro del Senato Accademico dell’Università della Calabria e componente della Commissione per la Ricerca, Università e Valutazione (CURV) della Società Italiana di Economia. È stato componente della Commissione Nazionale per l’Abilitazione Scientifica Nazionale (ASN), Settore Concorsuale 13/A2 – Politica Economica, nel triennio 2021-2023. Attualmente insegna "Politica Economica" al corso di Laurea in Economia ed "Economia Internazionale" al corso di Laurea Magistrale in Economia e Commercio. La sua attività di ricerca è centrata sui temi della Ricerca e dell’Innovazione, Twin Transition, dei divari di sviluppo in Italia e in Europa, sull’analisi micro-econometrica dell’efficienza e della produttività e sulla valutazione dell’impatto delle politiche pubbliche. È responsabile scientifico di progetti di ricerca nazionali ed europei. È autore di numerosi saggi scientifici pubblicati su riviste nazionali e internazionali. Accanto all’attività prettamente accademica, si interessa di economia locale e di attività di divulgazione economica. Nell’estate del 2015 ha fondato OpenCalabria.com, uno spazio dedicato ai temi di economia e politica dello sviluppo del Mezzogiorno e della Calabria.

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