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Gli investimenti pubblici nel Mezzogiorno: chi spende di più?

by Giorgia Marinuzzi e Walter Tortorella
21/05/2019
in Istituzioni, Mezzogiorno
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I dati*

La spesa pubblica destinata agli investimenti costituisce uno strumento cruciale di politica economica per lo sviluppo e la crescita del Paese. Attraverso il ricorso alla banca dati “Conti Pubblici Territoriali”[1] è possibile risalire allo sforzo che ogni soggetto del Settore Pubblico Allargato (che include, oltre agli enti della PA[2], le Imprese Pubbliche Nazionali e Locali[3]) compie nelle 2 macro ripartizioni geografiche italiane: Centro-Nord e Mezzogiorno.

L’obiettivo del presente articolo è infatti quello di individuare i soggetti che investono di più nel Mezzogiorno, circoscrivendo i settori di maggiore interesse.

Gli investimenti del Settore Pubblico Allargato

Nel 2016, ultimo anno per il quale si hanno a disposizione i dati CPT, gli investimenti[4] del Settore Pubblico Allargato (SPA) ammontano a 718 euro pro capite nel Centro-Nord e a 658 euro per abitante nel Mezzogiorno.  Le Imprese Pubbliche Nazionali (IPN)[5] sono i soggetti più attivi all’interno del SPA in entrambe le ripartizioni geografiche (Figura 1): al Centro-Nord le IPN sono responsabili del 43% degli investimenti, per un valore pari a circa 306 euro per cittadino, mentre nel Mezzogiorno la percentuale raggiunge il 39%, pari a 257 euro per abitante.

In sintesi, su 10 euro investiti nei territori 4 originano dai grandi investitori nazionali. I soggetti più prossimi a tali quantità di risorse investite sono i comuni, che però, con 138 e 164 euro pro capite di investimenti, rispettivamente al Centro-Nord e al Mezzogiorno, non riescono ad eguagliare gli sforzi delle IPN.

In Calabria gli investimenti del Settore Pubblico Allargato ammontano a 930 euro pro capite, circa 270 euro in più della media Mezzogiorno, e di questi il 32%, ossia 294 euro per abitante, proviene dalle IPN.

I settori di investimento delle Imprese Pubbliche Nazionali

I principali settori di investimento delle IPN derivano dalla natura stessa delle Imprese (Figura 2). Particolarmente elevata e’, infatti, la voce “Trasporti”[6], dove la parte da leone la fanno le Ferrovie: si tratta di circa 90 euro pro capite in entrambe le ripartizioni geografiche, il 29,3% degli investimenti delle IPN nel Centro-Nord e il 35% nel Mezzogiorno. Al Sud e nelle Isole risulta altrettanto significativa la quota di investimenti destinata alle telecomunicazioni (71 euro per abitante, il 27% del totale); mentre al Centro-Nord spicca il settore dell’energia (91 euro pro capite, circa il 30% del totale).

Rispetto alla realtà calabrese, dei 294 euro pro capite di investimenti provenienti dalle IPN, il 47% è riconducibile ad interventi nel settore dei trasporti, per un importo pari a circa 137 euro per abitante, il 50% in più rispetto alla media delle 2 macro ripartizioni geografiche. Altrettanto elevata la quota di investimenti nel campo energetico grazie a GSE che punta alla diffusione delle rinnovabili nella regione: il dato, pari a 82 euro pro capite, è più del doppio di quello registrato per lo stesso settore nell’intero Mezzogiorno (36 euro).

Conclusioni

La differenza tra gli investimenti del Settore Pubblico Allargato tra Centro-Nord e Mezzogiorno è pari a 60 euro pro capite a vantaggio della prima area. In entrambe le ripartizioni geografiche i principali investitori sono le Imprese Pubbliche Nazionali, con gli sforzi più significativi nel settore dei trasporti. Tra le regioni del Mezzogiorno spicca il dato calabrese: la quota pro capite di investimenti supera del 40% il dato medio della ripartizione geografica di riferimento; inoltre,in Calabria la mole di investimenti da parte delle IPN a favore delle rinnovabili (82 euro per ab.) è più prossima al dato del Centro-Nord (91 euro pro capite) che a quello del Sud e delle Isole (36 euro pro capite).  Nonostante l’assenza di vincoli in capo alle IPN per investire nel Mezzogiorno, sono le stesse Imprese a voler dedicare impegno e risorse nell’area più in ritardo del Paese, dove ancora sono ampi gli spazi di intervento a sostegno del processo di convergenza con il resto della Penisola.


* Le opinioni espresse hanno carattere personale e non impegnano in alcun modo la responsabilità dell’Istituto di appartenenza. Si ringrazia Livia Rizzuto per la collaborazione nella fase di elaborazione dei dati.

[1]  www.agenziacoesione.gov.it/it/cpt/index

[2] Amministrazioni centrali, locali e regionali.

[3] Abbreviate nelle figure come “IPL”.

[4] Per investimenti si intendono le spese in conto capitale per beni e opere immobiliari e per beni mobili e macchinari.

[5] L’aggregato “Imprese Pubbliche Nazionali” comprende: Cassa Depositi e Prestiti, ACI, ENEL, Aeroporti di Roma, Finmeccanica, Fintecna, RAI, ENI, Poste, Ferrovie, AAMS, ENAV, Invitalia, SOGESID, SOGIN, SIMEST, GRTN (comprende GSE e Terna Rete Elettrica Nazionale), Italia Lavoro.

[6] Spese per realizzazione, funzionamento, utilizzo e manutenzione di infrastrutture per il trasporto ferroviario, marittimo, aereo, lacuale e fluviale, compresi i porti, gli aeroporti, le stazioni, gli interporti; vigilanza e regolamentazione dell’utenza (registrazioni, autorizzazioni, ispezioni, regolamentazioni sulla sicurezza, condizioni dei mezzi di trasporto, indagini sugli incidenti), della concessione di licenze, dell’approvazione delle tariffe per il servizio di trasporto; finanziamento e gestione di linee di trasporto pubblico, anche su strada; sovvenzioni per l’esercizio e le strutture delle ferrovie in concessione.


 

Giorgia Marinuzzi

Giorgia Marinuzzi

Economista, è ricercatrice presso il Dipartimento Studi Economia Territoriale dell’Istituto per la Finanza e l’Economia Locale (IFEL). Esperta di economia dello sviluppo e del territorio, coordina gruppi di ricerca e cura rapporti di analisi dell’Istituto. Per il periodo di programmazione comunitaria 2014-2020 rappresenta IFEL nei Comitati di Sorveglianza del PON “Città metropolitane”, del PON “Governance e capacità istituzionale”, del PON “Infrastrutture e reti”, nonché nel “Comitato con funzioni di sorveglianza e accompagnamento per l’attuazione dei PO 2014-2020”. É autrice di numerosi articoli in materia di fondi strutturali, gestioni associate comunali e partenariato pubblico privato. Nell’anno accademico 2015/2016 ha collaborato all’attività didattica integrativa del corso “Laboratorio di analisi dei dati statistici per l'economia”, presso l’Università degli Studi Roma Tre, Dipartimento di Scienze Politiche. Nel 2018 è stata docente nel Master “European funds manager: value chain per lo sviluppo territoriale”, presso la Link Campus University di Roma.

Walter Tortorella

Walter Tortorella

Economista, è Capo Dipartimento Economia locale e Direttore della Scuola IFEL. Esperto di politiche pubbliche e sviluppo economico, è stato Direttore del Centro documentazione e studi dei Comuni italiani ANCI-IFEL e Direttore Ufficio Studi della Fondazione Cittalia ANCI Ricerche. È autore di numerosi articoli in materia di public management e politiche di sviluppo. Tra le sue pubblicazioni: Partenariato pubblico-privato e Project Finance, Maggioli, 2025; Servire al futuro. La formazione nella pubblica amministrazione ai tempi dell'AI, Carocci, 2024; L’altra faccia della luna, Rubbettino, 2022; Finanziare la crescita, Rubbettino, 2016.

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