Introduzione. La recente visita dei Presidenti della Repubblica Italiana e d’Albania a San Demetrio Corone ha fatto accendere per qualche giorno i riflettori sugli arbëreshë che tra le minoranze alloglotte calabresi è la più numerosa. Ricordiamo, però, che nella nostra regione sopravvivono altre due minoranze storiche i grecanici, presenti anche in Puglia, e gli occitani, anch’esse ricche di cultura e tradizioni, e che, come gli arbëreshë, sono a rischio di estinzione. In questa nota analizzeremo la minoranza grecanica della Calabria[i] con un approccio demolinguistico[ii]. Non c’è concordanza tra gli studiosi sulla genesi dei greci di Calabria e di Puglia. Una tesi vede nelle colonie greche calabresi e salentine la testimonianza della colonizzazione bizantina che va dal secolo VI al XII secolo d.C. Altri, invece, ritengono che queste popolazioni discendano dai coloni della Magna Grecia che si stabilirono nell’Italia meridionale fin dall’VIII secolo a. C. La lingua parlata dai greci di Calabria è un dialetto neogreco, infarcito di termini calabresi e italiani, quella dei salentini è invece un dialetto neogreco (il grieco) che aderisce ai modelli bizantini.

La minoranza ellenofona di Calabria. Nell’età bizantina tutta la Calabria era ellenofona. In età normanna rimase ellenofona solo la Calabria meridionale, cioè il catanzarese e il reggino. Nella seconda metà del XVI secolo le unità territoriali che costituivano l’isola greca di Calabria erano trenta, cioè molti paesi della piana di Gioia Tauro e delle vallate e colline di Reggio Calabria. Con il tempo l’area grecanica è andata restringendosi. Nel XIX secolo erano ancora ellenofoni o bilingui i centri di Mosorrofa, Cardeto, Montebello, Pentadattilo, Palizzi, San Lorenzo, Staiti e altri piccoli sobborghi. Nel 1921 la grecìa calabrese era limitata ai Comuni di Roghudi, Roccaforte del Greco, Condofuri, Bova, Bova Marina e Palizzi, tutti in provincia di Reggio Calabria. Dal 1963 in poi l’area grecanica si restringe ancora poiché la parlata greca scompare del tutto fra gli abitanti di Palizzi. Nella Tavola 1 abbiamo riportato i dati salienti che illustrano il processo di contrazione dell’area ellenofona calabrese.

 

Tavola 1. Riduzione nel tempo della Grecìa calabra

Epoche N. Comuni Popolazione Grecofoni Superficie Kmq
XVI sec. 30 30590 = 1060,5
1669 25 19398 = 959,9
1780 16 25488 = 661,2
1828 15 19561 = 614,5
1861 11 17835 10536 412,8
1911 7 17999 8535 291,4
1921 6 14728 3639 223,2
1964 5 14871 3900 227,5
1990 5 13460 3278 227,5
2011 5 11399 2770 227,5
2017 5 11211 2724 227,5

Fonte: Cortese, 1988; Spano, 1965; Bellinello, 1991; nostre elaborazioni

Tra le cause più remote della diminuzione della grecità ricordiamo l’abolizione del rito greco nelle cerimonie religiose, mentre dopo l’Unità, un ruolo importante ha avuto la lotta contro la lingua grecanica fatta dalla scuola italiana. Un altro fattore che ha contribuito alla contrazione di queste isole alloglotte è stata l’emigrazione, più intensa nell’area ellenofona calabra rispetto a quella salentina. In epoca più recente non va trascurato il ruolo negativo dei mezzi di comunicazione di massa. Mancando dati ufficiali sulla lingua parlata, è difficile avere una valutazione della consistenza odierna dei parlanti il grecanico, stima che, pur con evidenti imprecisioni, si ha dal primo censimento unitario fino a quello del 1921, perché la lingua parlata fu rilevata direttamente o indirettamente. Con l’avvento del regime fascista il quesito sulla parlata fu abolito e in seguito non è stato più proposto. Una stima del grado di persistenza del grecanico nell’area residuale ellenofona di Calabria in epoca recente si ha grazie a due studiosi, Spano e Bellinello. Il primo ha valutato che nel 1964 il numero di parlanti il dialetto greco erano 3.900 sui 14.871 residenti complessivi (26,2%), mentre il secondo studioso valutava che nel 1990 i parlanti il greco nei Comuni ellenofoni fossero 3.278 su 13.460 residenti (24,3%). Alla fine degli anni ’80 altre fonti indicavano in cinque mila i parlanti il grecanico, includendo anche gli ellenofoni residenti nel quartiere San Giorgio – Extra di Reggio Calabria e gli emigrati in Svizzera. All’1/1/2018 quest’area conta 11.211 residenti e, supponendo che la percentuale di coloro che ancora parlano il grecanico sia rimasta invariata al 24,3%, come stimato dal Bellinello nel 1990, oggi i parlanti sarebbero 2.724 appena (Tavola 1).

Aspetti demografici della popolazione ellenofona residuale di Calabria. L’analisi demografica riguarderà solo i Comuni di Roghudi, Roccaforte del Greco, Condofuri, Bova e Bova Marina, dove ancora oggi persistono tracce evidenti della parlata greca. La Tavola 2 ci permette di cogliere i tratti essenziali dell’evoluzione di queste popolazioni dall’Unità a oggi. Come si può costatare, dal 1861 al 1951 la popolazione ellenofona conosce un periodo di notevole crescita. In seguito, queste aree si spopolano sia per effetto di un’intensa emigrazione (all’interno della medesima provincia di Reggio Calabria, verso il nord dell’Italia e in Svizzera) non assorbita dal saldo naturale.

Tavola 2. Popolazione ellenofona di Calabria ai censimenti post unitari e al 2017


Fonte: Istat

Questi trend hanno lasciato tracce profonde nella struttura per età, tant’è che oggi queste popolazioni si caratterizzano per un indice d’invecchiamento molto elevato, 196,3 vecchi per 100 giovanissimi, valore superiore sia a quello medio regionale (158,4%) sia a quello dell’Italia (168,9%). Infine, abbiamo tentato di dare uno sguardo al futuro costruendo uno scenario semplice, cioè ipotizzando l’invarianza della fecondità e della sopravvivenza sui livelli registrati oggi nell’intera regione e supponendo nullo il movimento migratorio. In questo modo è stato possibile cogliere la profonda crisi demografica di questa minoranza che alla fine del prossimo cinquantennio oltre a ridursi a metà (Tavola 3), vivrà un processo d’invecchiamento patologico, certificato dall’incremento dell’indice di vecchiaia che dall’attuale livello di 196% aumenterà addirittura a 369%, con il risultato della “sparizione” dei Comuni di Bova e Roccaforte del Greco.

Tavola 3. Evoluzione passata e previsione al 2068 della popolazione ellenofona di Calabria

Anni Popolazione Anni Popolazione
1861 7991 2001 11663
1871 8191 2011 11399
1881 8344 2018 11211
1901 10892 2023 10908
1911 12116 2028 10555
1921 13758 2033 10152
1931 14202 2038 9700
1936 15037 2043 9206
1951 15772 2048 8684
1961 15169 2053 8146
1971 13883 2058 7600
1981 13331 2063 7053
1991 13177 2068 6518

Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat

 

[i]Esiste anche una piccola isola grecofona nella Corsica occidentale dei discendenti degli immigrati dalla Morea tre secoli or sono (Spano, 1965).

[ii] Ricordiamo che in Canada la popolazione francofona del Québec è stata oggetto d’importanti analisi demografiche e si deve proprio ai demografi canadesi il termine demolinguistica (démolinguistique in francese e demolinguistics in inglese), cioè l’approccio demografico allo studio delle minoranze linguistiche.

 

Bibliografia

BELLINELLO P. F., 1991, Minoranze etniche nel Sud, Editoriale Bios, Cosenza.

CORTESE A.,1988, Le minoranze linguistiche italiane, Rivista Italiana di Economia Demografia e Statistica, XLII, 1-2.

DE BARTOLO G., 1995, La minoranza grecanica italiana: un tentativo di approccio demolinguistico, Incontri Meridionali, 1-2.

MINUTO D., 1976, I Greci di Calabria, in BERARDI U., Le mille culture, Ed. Coines, Roma.

MOSINO F., 1988, I Greci di Calabria e d’Oltre Pollino: Origine, Storia e Lingua, in DE LEO P., a cura di, Minoranze Etniche in Calabria e Basilicata, Di Mauro Editore.

PIROMALLI A., 1981, Inchiesta attuale sulle minoranze etniche e linguistiche in Calabria, Edizioni Brenner, Cosenza.

SPANO B., 1965, La grecità bizantina ed i suoi riflessi geografici nell’Italia meridionale e insulare, Libreria Goliardica, Pisa.

Giuseppe De Bartolo

Giuseppe De Bartolo

Professore di Demografia, Dipartimento di Economia, Statistica e Finanza, Unical. Laureato in Scienze Statistiche e Attuariali presso l’Università di Roma nel 1966. Actuarial Student presso la Continental Assurance Co di Chicago nel 1967-1968.Ha conseguito la MaÎtrise in Demografia presso l’Università Cattolica di Lovanio (Belgio) nel 1979. E’ stato visiting professor presso le Università di North York (Ontario) e di Niznhi Novgorod (Russia). S’interessa di stima e previsione della popolazione, di demografia regionale e delle minoranze linguistiche, di migrazione internazionale, di demografia applicata (Business Demography). Ha pubblicato numerosi saggi su riviste nazionali e internazionali ed è membro delle più importanti società scientifiche che studiano i problemi della popolazione.
Giuseppe De Bartolo